Per la seconda domanda direi di sì nel senso che sia la forte L27 che la debole L34 implicano la debole L27 (la debole L34 vuol dire che ∫vnφ→∫v∞φ per ogni φ∈L3433 quindi in particolare per ogni φ∈L2726 che è la debole L27), quindi concludo per unicità del limite debole.
(tutti i discorsi in Ω limitato)
Scritti d'esame 2019
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Re: Scritti d'esame 2019
Giusto. Anche qui meglio ricorrere ad un fatto generale. Se un→u∞ in L35 e ∇un è equi-limitato in L51, allora ∇u∞ esiste e sta in L51.gino wrote:abbiamo trovato u∞ che realizza il sup in L3; non vorrei che u∞∈H1?
La tecnica è classica: estraggo una sotto-successione in modo da far convergere i gradienti debolmente a qualcosa in L51 (questo in realtà andrebbe fatto component-wise), e poi dimostro con il solito lemma (passaggio al limite nell'integrazione per parti) che il qualcosa è proprio il gradiente di u∞.
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Re: Scritti d'esame 2019
Sto correggendo lo scritto di giugno, e voglio segnalare un modo standard in cui quasi tutti stanno perdendo dei punti. Le parole convessità e stretta convessità della Lagrangiana non sono la panacea di tutti i mali, ed in particolare di esistenza ed unicità. Pensiamo ai funzionali
F(u)=∫bau′(x)2dx,G(u)=∫ba(u′(x)2+u(x))dx.
In entrambi i casi la Lagrangiana è convessa in (s,p) e strettamente convessa in p, ma senza BC nel primo caso ci sono problemi di unicità e nel secondo pure di esistenza.
Detto in termini pratici, l'unico modo per non perdere punti sulla parte di unicità è di esplicitare i conti. Quello basato sulla convessità non è un enunciato, ma un metodo, che si adatta a tanti problemi con BC diverse. Se uno dovesse scrivere un enunciato, ne dovrebbe in realtà scrivere una decina, e non ci sarebbe mai quello che serve nel caso in questione. Il metodo invece è sempre lo stesso, ma va adattato.
F(u)=∫bau′(x)2dx,G(u)=∫ba(u′(x)2+u(x))dx.
In entrambi i casi la Lagrangiana è convessa in (s,p) e strettamente convessa in p, ma senza BC nel primo caso ci sono problemi di unicità e nel secondo pure di esistenza.
Detto in termini pratici, l'unico modo per non perdere punti sulla parte di unicità è di esplicitare i conti. Quello basato sulla convessità non è un enunciato, ma un metodo, che si adatta a tanti problemi con BC diverse. Se uno dovesse scrivere un enunciato, ne dovrebbe in realtà scrivere una decina, e non ci sarebbe mai quello che serve nel caso in questione. Il metodo invece è sempre lo stesso, ma va adattato.
Re: Scritti d'esame 2019
Però se F strettamente convessa e si è trovato x0 tale che δF(x0,v)=0 per ogni v allora si può concludere esistenza e unicità giusto?Massimo Gobbino wrote:Sto correggendo lo scritto di giugno, e voglio segnalare un modo standard in cui quasi tutti stanno perdendo dei punti. Le parole convessità e stretta convessità della Lagrangiana non sono la panacea di tutti i mali, ed in particolare di esistenza ed unicità..
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Re: Scritti d'esame 2019
Strettamente convessa in quali variabili? E se c'è pure la x come la gestiamo? Insomma, si fa prima a scrivere il passaggio chiave che a tirare fuori la versione dell'enunciato che si adatta al caso specifico.gino wrote:Però se F strettamente convessa e si è trovato x0 tale che δF(x0,v)=0 per ogni v allora si può concludere esistenza e unicità giusto?
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Re: Scritti d'esame 2019
Mi è stato segnalato che la soluzione dell'esercizio 3c del CS5 era delirante, nel senso che dimostrava tutt'altro rispetto a quanto richiesto nel testo. In effetti era vero
.
Ora forse dovrebbe andare bene, ma ovviamente è meglio controllare (quel punto mi era venuto più difficile di quanto previsto). Grazie a chi ha fatto la segnalazione.
Ma davvero è sensato che ci sia voluto quasi un anno prima che qualcuno se ne accorgesse
?


Ora forse dovrebbe andare bene, ma ovviamente è meglio controllare (quel punto mi era venuto più difficile di quanto previsto). Grazie a chi ha fatto la segnalazione.
Ma davvero è sensato che ci sia voluto quasi un anno prima che qualcuno se ne accorgesse

